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Didascalia

Quali sono le innovazioni  introdotte dall’Ultrafast  Imaging?
L’Ultrafast Imaging apre la  strada a  importanti innovazioni:la prima è una nuova  modalità di imaging, chiamata   Elastografia Shear Wave

(2D-SWE), che fornisce l’analisi  visco-elastica quantitativa  dei tessuti per differenziare lealterazioni nodulari benigne   da quelle maligne oltre che per  l’analisi della fibrosi nelle epatopatie croniche;la seconda, chiamata Ultrafast Doppler, rappresenta un nuovo modo

di eseguire l’analisi Doppler   del flusso acquisendo in pochi secondi l’insieme delle informazioni attualmente fornite.

L'Elastografia e' una metodica diagnostica ad ultrasuoni in grado di valutare in modo non invasivo il grado di elasticita' dei tessuti. Al pari dell’ecografia, della quale è complementare e dalla quale non può prescindere, è innocua e fornisce informazioni in tempo reale.

L’applicazione in campo medico dell’elastografia parte da due presupposti fondamentali: il primo che esistono differenze significative nelle proprietà meccaniche dei vari tessuti; il secondo che molte patologie determinano un cambiamento dell’elasticità tessutale. In linea di massima i tessuti “benigni” hanno caratteristiche “elastiche”; al contrario i tessuti “rigidi” sono usualmente considerati espressione di tumori o processi infiammatori cronici.
Per questo motivo, sin dagli albori della medicina, la “palpazione” eseguita durante una visita medica è sempre stata considerata di fondamentale importanza nell’identificare un processo patologico. I limiti della palpazione manuale sono tuttavia la soggettività e l’impossibilità di identificare le diverse componenti tessutali.

L’Elastografia si propone pertanto come una tecnica di “palpazione elettronica” in grado di analizzare sistematicamente le differenze strutturali dei tessuti, specie in aree non adeguatamente valutabili con il solo esame clinico medico. L’elastografia è infatti altamente sensibile ai cambiamenti strutturali che accompagnano processi fisiologici e patologici.

  • Trova prevalente applicazione nella diagnosi differenziale tra noduli benigni o maligni in organi superficiali quali mammella, tiroide, linfonodi, testicoli.
  • E’ indicata per la caratterizzazione dei noduli della prostata e la ricerca del cancro nella zona periferica della prostata.
  • E’ utile per valutare la rigidità (stiffness) del fegato nel sospetto di fibrosi epatica post-epatitica o in altre epatopatie non virali.

Vantaggi

L’elastografia offre informazioni in modo non invasivo e senza alcun disagio per il Paziente.
Aumenta la confidenza diagnostica nel definire la natura benigna o maligna delle lesioni nodulari degli organi superficiali: mammella, tiroide, testicoli, prostata.
Presenta un elevato valore predittivo negativo nelle alterazioni non neoplastiche.
Permette di riclassificare alterazioni nodulari apparentemente benigne all’ecografia orientando verso l’esecuzione di agoaspirato o agobiopsia.
Misura l’entità dello stiffness parenchimale nelle epatopatie croniche.
Identifica il tessuto fibroso penieno nella Malattia di Peyronie.


Limitazioni

Non tutti i tumori sono rigidi e non tutte le lesioni rigide sono dei tumori. Pertanto considerare l’elastografia come uno strumento che fornisce sempre dei chiari valori di cut-off tra lesioni benigne e maligne non è corretto e può essere rischioso. I dati dell’elastografia devono essere sempre correlati coi riscontri ecografici e clinici.
L’Elastografia Strain è disponibile su ecografi convenzionali, ma è operatore dipendente dal punto vista tecnico.
L’Elastografia Shear Wave 2D è meno influenzata dall’operatore, ma richiede un’ecografo dedicato basato sulla tecnologia Ultrafast Imaging.  Entrambi i tipi di Elastografia necessitano di specifica competenza.


Rischi

Per l'elastografia Strain e l’elastografia Shear Wave 2D non vi sono rischi specifici; valgono pertanto le medesime considerazioni di sicurezza dell’ecografia convenzionale.

Last Edit: 08/07/2017 9:54pm
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