vescicaeprostata

Didascalia

Credits a  SME - Diagnostica per immagini Varese

La prostata è un piccolo organo che tuttavia può dare significativi disturbi della minzione con il progredire dell’età. Ha inoltre un rischio non trascurabile di degenerazione neoplastica, tanto che il cancro alla prostata è il tumore più comune diagnosticato negli uomini. Fortunatamente non tutti i cancri prostatici mettono a repentaglio la vita dei soggetti che ne sono affetti.

Se sei preoccupato per il rischio di cancro alla prostata, puoi essere interessato a come prevenirlo. Per quanto al momento non esista una ben definita strategia di prevenzione del cancro prostatico, tuttavia si può ridurne il rischio agendo sullo stile di vita e facendo delle scelte salutari, come l'esercizio fisico e una dieta sana.
Puoi inoltre eseguire delle indagini specifiche mirate alla diagnosi precoce, al fine di limitarne le conseguenze. Premessa per ogni decisione terapeutica rimane una diagnosi precisa e accurata.

  • Ecografia transrettale 2D per lo studio del volume e della struttura della prostata.
  • Ecografia transrettale 3D con MPR per la visualizzazione del piano coronale della prostata, non valutabile con la sola ecografia 2D.
  • Elastografia transrettale Strain (SE) per la caratterizzazione qualitativa di alterazioni rilevate all’ecografia 2D o alla visita clinica, oppure per individuare lesioni non identificabili ecograficamente. 
  • Risonanza Magnetica con bobina di superficie ad alta risoluzione (8 canali) senza e con mezzo di contrasto oltre che con sequenze DWI.
  • Agobiopsia transrettale ecoguidata.
  • La prostata
  • La prostata è una ghiandola che produce parte del liquido seminale. E’ posta alla base della vescica e circonda il tratto iniziale dell’uretra maschile.
    Nelle prime due-tre decadi di vita ha le dimensioni di una castagna. Nel corso degli anni modifica la propria forma e aumenta di volume quale conseguenza delle variazioni ormonali correlate all’età; l’incremento volumetrico, noto come ipertrofia prostatica benigna (IPB), interessa la porzione interna della prostata.
    La maggior parte dei disturbi urinari causati dalla prostata sono correlati all’ipertrofia prostatica benigna e ai processi infiammatori.
  • Ipertrofia prostatica benigna
  • Un apprezzabile aumento di volume della prostata inizia intorno ai 40 anni e diventa significativo in più del 50% dei soggetti dopo i 50 anni e nella maggior parte dei 90enni. L’aumento di volume può causare sintomi urinari, quali minzione frequente, urgenza minzionale, riduzione del getto urinario; un’ipertrofia non trattata può rallentare il flusso di urina, con conseguenti problemi alla vescica e in alcuni casi anche ai reni.
    Se soffrite di disturbi urinari parlatene con il vostro medico; in base all’entità del volume prostatico e dei sintomi correlati ci sono diversi trattamenti efficaci: variano da cambiamenti dello stile di vita a terapie con farmaci oppure, in casi di sindrome ostruttiva significativa, alla chirurgia disostruttiva, generalmente praticata per via endoscopica.
  • Prostatite
  • Le prostatiti aumentano di incidenza con l’età: hanno generalmente origine batterica; non sono rare tuttavia prostatiti abatteriche correlate ad esempio con l’assunzione di alcolici. Le prostatiti acute si manifestano usualmente con una specifica sintomatologia che orienta la diagnosi (febbre, dolore perineale/pelvico, dolore o bruciore alla minzione); ciò non esclude tuttavia a priori la coesistenza di una patologia concomitante di altra natura.
    Le prostatiti acute necessitano di trattamento antibiotico sin dall’esordio per evitare che possano evolvere verso la formazione di ascessi intraprostatici. Se curate in modo incompleto possono recidivare facilmente, specie nei primi mesi dal trattamento.
    Nelle prostatiti croniche batteriche (quando i sintomi persistono da almeno 3 mesi) i sintomi più frequenti sono rappresentati da dolore perineale e da minzione frequente e dolorosa.
    La fisiopatologia delle prostatiti batteriche non è ancora ben chiara; si riduce l’attività dei fattori prostatici antibatterici e il pH diventa molto alcalino, favorendo lo sviluppo dei batteri. I batteri, più frequentemente l’Escherichia Coli, risalgono nella prostata per via uretrale ascendente, in seguito al reflusso di urina infetta nei dotti prostatici, oppure raggiungono la prostata per via ematica o linfatica.

La prostata, come del resto gli altri organi, può tuttavia andare incontro anche a processi neoplastici

L’elastografia è una modalità diagnostica basata su ultrasuoni che consente la caratterizzazione tessutale. E’ un esame complementare all’ecografia dalla quale è inscindibile. A differenza dell’ecografia, che analizza le proprietà acustiche dei tessuti, l’elastografia ne valuta le proprietà meccaniche, cioè la capacità di subire una deformazione per azione di forze esterne e di ritornare successivamente alla forma originale. L’applicazione dell’elastografia in campo medico parte da due presupposti fondamentali: il primo che esistono differenze significative nelle proprietà elastiche delle varie componenti tessutali; il secondo che molte patologie determinano un cambiamento dell’elasticità tessutale: l’elasticità del tessuto si modifica per l’aumento della densità cellulare o per incremento del tessuto connettivale fibroso; infiammazioni acute e croniche, tumori maligni e atrofia ghiandolare modificano generalmente le proprietà elastiche dei tessuti. L’elastografia transrettale della prostata è stata sviluppata per valutare l’elasticità delle aree di aumentata consistenza riscontrate all’esplorazione digito-rettale; viene inoltre utilizzata per caratterizzare le alterazioni rilevate all’ecografia 2D oppure per ricercare lesioni non identificabili ecograficamente. L’elastografia Strain valuta l’elasticità o rigidità relativa dei tessuti analizzandone la deformabilità e genera una mappa a colori, chiamata elastogramma, che rappresenta la distribuzione delle deformazioni relative dei tessuti nell’area in esame. La soluzione più comune per deformare il tessuto è applicare manualmente delle leggerissime compressioni/decompressioni longitudinali mediante la sonda ecografica. Considerando che la forza esercitata dalla compressione manuale è sconosciuta all’apparecchiatura, risulta possibile calcolare soltanto il rapporto di deformabilità dei diversi tessuti e non l’elasticità assoluta. Per questa ragione l'elastografia per compressione fornisce soltanto informazioni qualitative e non quantitative. Ciò nonostante la maggior parte degli studi riporta un miglioramento significativo nell'identificazione del cancro alla prostata grazie all’elastografia SE. L’elastografia si rivela particolarmente utile come guida per la biopsia mirata della prostata; il tasso di individuazione del cancro per prelievo bioptico è circa 4,7 volte maggiore rispetto alla biopsia sistematica: ciò permette di ridurre il numero di prelievi limitando i rischi di complicanze.

Last Edit: 08/07/2017 11:10pm
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