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Didascalia

Con il termine di translucenza nucale (NT) si definisce il rilievo ecografico di una raccolta fisiologica di liquido che è presente nella regione della nuca del feto. Nella gravidanza tra 11 e 13 settimane questa raccolta aumenta nei feti che hanno delle malattie cromosomiche o malformazioni fetali.

Si definisce malattia  cromosomica  una anomalia nel corredo comosomico del feto, che potrebbe anche non avere malformazioni fetali.

La malformazione fetali consiste in un errore nella fase di montaggio o di formazione degli organi mentre i cromosomi possono essere normali.  

Per conoscere le anomalie cromosomiche da molti anni si può ricorrere alla indagine invasiva (amniocentesi   o villocentesi) che permette di studiare i cromosomi del feto. Le procedure invasive non evidenziano quelle strutturali che sono studiabili solo con la ecografia. 

Ogni donna ha un  proprio rischio di avere un figlio affetto da una anomalia cromosomica o  un difetto congenito.  Per l’anomalia cromosomica il  rischio aumenta con l'età della gestante, mentre per quelle strutturali l'età della gestante non è importante.

 

Il rischio individuale  di ogni donna verso la anomalia cromosomica può essere calcolato moltiplicando quello di partenza (o di base), che è dato dalla sua età (il rischio aumenta con gli anni della gestante) per una serie di altri rilievi sul feto che emergono durante lo studio precoce ecografico e di laboratorio.

Il più efficace di questi indicatori è la misura dello spessore della Translucenza Nucale (NT).

Si è osservato che la translucenza nucale fetale aumenta anche quando vi sono malformazioni congenite del feto. 

Le malformazioni congenite non cromosomiche, che quindi non sono evidenziabili con le procedure invasive, non dipendono dall'età della gestante e sono studiabili solo con l'ecografia.

Lo studio ecografico degli organi feto è diventato quindi parte integrante dello studio della translucenza nucale.

Last Edit: 05/03/2011 10:57am
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