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Didascalia

L'esame è eseguibile nella nostra Sede Associata a Varese

Che cos’è la Risonanza Magnetica della mammella?

La Risonanza Magnetica è un esame non invasivo che aiuta i Medici a diagnosticare e trattare alcune particolari problematiche della mammella.

Le immagini dettagliate della mammella consentono in particolare di identificare alterazioni che non sono adeguatamente valutabili mediante mammografia, ecografia o elastografia.

La Risonanza Magnetica utilizza un potente campo magnetico, impulsi di radiofrequenze e speciali computer per generare immagini delle strutture interne  del corpo visualizzandole sotto forma di sezioni multiplanari.

Non utilizza radiazioni ionizzanti (raggi X) e può essere eseguita senza e con mezzo di contrasto iniettato per via venosa. 

 

Come è fatta l’apparecchiatura?

Lo studio della mammella richiede apparecchiature di Risonanza Magnetica ad alto campo – generalmente 1,5 Tesla. Le apparecchiature più diffuse hanno forma di un cilindro con lunghezza di circa 150 centimetri (cosiddetti magneti short-bore) - con un foro centrale adeguatamente ampio, anch'esso cilindrico nella parte intermedia e di forma conica alle due estremità, all’interno del quale viene introdotto il lettino mobile sul quale è sdraiata la Paziente. Questa tipologia di apparecchiature, che consente ovviamente l'esecuzione anche di tutti gli altri tipi di esami, ha ridotto considerevolmente i problemi di claustrofobia generati dalle apparecchiature delle precedenti generazioni. L'interno del magnete è inoltre ventilato con aria condizionata ad umidità controllata per migliorare il confort della Paziente durante l'esame.

 

Per esaminare Pazienti che hanno paura degli spazi chiusi o per soggetti particolarmente obesi si possono utilizzare anche macchine RM cosiddette "aperte" purchè ad alto campo, ovvero almeno 1 Tesla.

 

Quali sono gli usi più comuni della procedura?

La RM della mammella non sostituisce la mammografia o l’ecografia, è piuttosto un supplemento per diagnosticare e stadiare il tumore della mammella e altre patologie mammarie. 

Sono in corso degli studi per determinare quanto la RM possa contribuire alla diagnosi precoce del tumore alla mammella.

 

La RM della mammella viene utilizzata per:

 

-        localizzare eventuali noduli mammari multipli prima di interventi di chirurgia conservativa

-        identificare lesioni tumorali precoci non rilevate dalle altre metodiche, specie in donne con tessuto mammario denso e in donne ad alto rischio di malattia.

-        valutare anomalie rilevate da mammografia o ecografia

-        distinguere tra tessuto cicatriziale e noduli tumorali recidivi

-        determinare se il tumore - rilevato da mammografia, ecografia, elastografia o con biopsia - abbia interessato la parete toracica

-        valutare l’effetto della chemioterapia

-        determinare l’integrità delle protesi mammarie.

 

La RM della mammella senza mezzo di contrasto può valutare:

- la densità del tessuto mammario

- la presenza di cisti

- dilatazioni dei dotti galattofori

- ematomi

- protesi fissurate o rotte

- presenza di linfonodi ingranditi.

 

- La RM prima e dopo mezzo di contrasto può determinare:

- se esistono alterazioni della mammella

- se un’alterazione ha carattere di benignità o di malignità

- dimensione e sede dei noduli maligni.

 

 

Come ci si prepara per l’esame?

Gli esami RM della mammella vengono eseguiti preferibililmente nella seconda settimana del ciclo mestruale nelle donne  in età fertile.

Nelle donne in menopausa non vi sono limitazioni salvo che non siano in trattamento con terapia ormonale sostitutiva: in tal caso è preferibile attendere due-tre mesi dalla sospensione della terapia in quanto le stimolazioni ormonali condizionano in modo significativo il quadro RM.

 

Nelle situazione cliniche in cui è previsto l’utilizzo del mezzo di contrasto per via endovenosa è opportuno il digiuno alimentare da circa 6 ore.

La Paziente può comunque assumere eventuali farmaci abituali.

 

Per l'esecuzione dell'esame si raccomanda di indossare biancheria intima di cotone, evitando i tessuti sintetici che in alcuni casi possono creare artefatti. Gioielli e altri accessori vanno tolti prima dell’esame RM; oggetti metallici ed elettronici non sono permessi nella sala esame, perché possono interferire con il campo magnetico o venirne danneggiati.

Per l'esecuzione dell'esame si raccomanda di indossare biancheria intima di cotone, evitando i tessuti sintetici che in alcuni casi possono creare artefatti. Oggetti metallici ed elettronici non sono permessi nella sala esame, perché possono interferire con il campo magnetico o venirne danneggiati. Tali oggetti includono:

-gioielli, orologi, carte di credito, apparecchi acustici

-spille, mollette per capelli, cerniere lampo, piccoli oggetti metallici,

-protesi dentali mobili, penne, temperini, occhiali, piercing.

 

Per impedire l'utilizzo di indumenti con parti metalliche, viene fornito un camice di tessuto-non-tessuto da indossare sopra alla biancheria intima.

 

Chi soffre di claustrofobia o di stati d’ansia, può chiedere al medico personale la prescrizione di un leggero sedativo da assumere prima dell’esame.

 

Esistono limitazioni per l’esecuzione dell’esame?

Nella maggioranza dei casi l’esame RM è sicuro per Pazienti che hanno impianti metallici a livello del corpo. Non possono essere sottoposti ad RM i soggetti portatori di pacemaker, neurostimolatore, impianto cocleare oppure con particolari tipi di clip usate negli aneurismi cerebrali o di cui non si conoscano le caratteristiche e la sicura compatibilità magnetica.

 

Altra limitazione riguarda eventuali apparecchiature mediche o elettroniche intracorporee che, in relazione alla loro natura o alla entità del campo magnetico, possono interferire con l’esame o dare un rischio potenziale.

In Pazienti portatrici di protesi metalliche fisse (es. anca o ginocchio), chiodi e viti per frattura o protesi dentarie per ortodonzia, la possibilità di esecuzione dell’esame è legata ai materiali di cui è composta la protesi e al distretto da studiare. L’area da esaminare deve essere necessariamente lontano dalla protesi che causa artefatti responsabili di disturbi dell’immagine RM.

Il personale del Sito RM aiuta la Paziente nella compilazione di un dettagliato questionario appositamente predisposto.

 

Il mezzo di contrasto usato per la Risonanza Magnetica della mammella – gadolinio - non contiene iodio e provoca raramente reazioni avverse.

In fase di prenotazione il Personale si informa su eventuali allergie a farmaci, mezzi di contrasto e cibi o asma, in quanto in alcuni casi è opportuno assumere preliminarmente farmaci per ridurre il rischio di reazioni allergiche.

E’ indispensabile che la Paziente segnali altri seri problemi di salute o pregressi interventi chirurgici. Alcune condizioni quali insufficienza renale o epatica grave rappresentano una controindicazione all’uso del mezzo di contrasto. Si valuta pertanto preliminarmente la funzionalità renale dosando la creatininemia.

Specifiche istruzioni, correlate al tipo di gadolinio utilizzato, sono previste per le donne in stato d’allattamento.

 

Le Pazienti devono sempre informare il Medico o il Tecnico sull’eventuale stato di gravidanza che controindica l’esame nel I trimestre di epoca gestazionale.

 

Come si svolge l’esame?

L’esame si effettua ambulatorialmente.

Dopo la compilazione del questionario e la sottoscrizione del consenso all'esecuzione dell'esame, la Paziente accede allo spogliatoio del sito RM dove lascia i propri indumenti e accessori. Se è previsto l’uso del mezzo di contrasto, transita in una sala di preparazione dove le viene posizionato un ago-cannula in una vena del braccio o della mano.

Successivamente viene accompagnata alla sala magnete.

Il Tecnico di Radiologia fa distendere la Paziente prona sul lettino dell’apparecchiatura facendola appoggiare su un particolare supporto e su una "bobina di superficie", opportunamente sagomati in modo da mantenere le mammelle in sospensione e da consentire lo studio contemporaneo di entrambi i seni. La “bobina di superficie” che si  adatta alla parte corporea da studiare, funge da antenna in grado di ricevere le radiofrequenze emesse dai tessuti durante l’esame. Le "bobine" non provocano dolore nè fastidio.

Completata la preparazione, il lettino viene fatto scorrere all'interno del magnete per posizionare l'area da esaminare in corrispondenza del centro dell'apparecchiatura.

Abitualmente la Paziente rimane sola nella sala diagnostica durante l’esame RM. Tuttavia il Medico e il Tecnico di Radiologia possono vederla grazie ad una telecamera e possono comunicare con lei in ogni momento mediante un interfono.

In caso di necessità la Paziente può interrompere l'esame chiamando con un pulsante a pressione.

L’esame RM si svolge eseguendo una serie di sequenze, ognuna della durata media di qualche minuto, nel corso delle quali le bobine attivate per generare le radiofrequenze creano rumori battenti, ripetuti per qualche secondo o qualche minuto. Per attenuare il rumore e sentire la voce del personale che controlla l’apparecchiatura viene fatta indossare una speciale cuffia.

È normale provare una sensazione di leggero calore a livello dell'area corporea esaminata; qualora il calore diventasse fastidioso è opportuno segnalarlo.

 

Per garantire un'ottimale qualità dell'esame è importante rimanere assolutamente fermi durante l'acquisizione delle immagini.

E’ importante trovare una posizione confortevole e restare rilassate, evitando di contrarre  la muscolatura.  Informate il Tecnico se non siete in una posizione confortevole, per ridurre la possibilità  di movimenti durante l’esame.  Anche piccoli movimenti possono limitare la buona riuscita dell’esame.

 

Alcuni esami necessitano di essere completati con sequenze dopo iniezione di mezzo di contrasto. La quantità di contrasto da iniettare è modesta, in genere circa 10 ml. Nel corso o al termine dell'iniezione è normale provare una sensazione di freddo o di calore per uno-due minuti. Alcune Pazienti riferiscono temporanei effetti collaterali, quali nausea e dolore locale, dopo l’iniezione del mezzo di contrasto. Molto raramente si manifestano prurito e bruciore agli occhi. In presenza di sintomi di tipo allergico, il Medico Anestesista sarà disponibile per un’assistenza immediata.

L’intero esame viene completato in circa 20-30 minuti, tempo correlato con il numero di sequenze necessarie per rispondere al quesito clinico.

Al termine della procedura viene rimosso l’ago-cannula dalla vena.

 

Chi interpreta i risultati dell’esame?

Un Medico Radiologo specificamente preparato per la valutazione e interpretazione degli esami di Risonanza Magnetica della mammella, analizza ed elabora le immagini, discute con la Paziente il risultato preliminare e successivamente stila un referto da consegnare al Medico curante.

 

Quali sono i benefici e quali i rischi?

Benefici:

- La RM è una modalità di imaging non invasivo che non espone a radiazioni ionizzanti.

- Le immagini RM sono caratterizzate da elevato contrasto intrinseco.

- Il mezzo di contrasto utilizzato per RM ha minori probabilità di reazioni avverse rispetto a quello utilizzato per la TC.

- La RM è affidabile per rilevare e studiare i tumori della mammella, particolarmente quando mammografia, ecografia ed elastografia non siano in grado di dare informazioni adeguate.  

 

- La RM si è rivelata efficace per diagnosticare piccole lesioni mammarie  talora non dimostrate dalla mammografia.

 

- La RM può valutare efficacemente le mammelle dense così come le protesi mammarie, nei casi di difficile valutazione con le metodiche tradizionali.

 

- La RM associata alla mammografia è risultata utile per valutare donne ad alto rischio di tumore mammario.

 

Rischi:

- L’esame RM è pressoché privo di rischi per la Paziente quando vengano seguite le opportune linee guida per la sicurezza pre-esame.

- Sebbene il forte campo magnetico non sia pericoloso per sé stesso, gli strumenti medici che contengono metallo o parti elettroniche impiantati nel corpo del Paziente possono presentare malfunzionamenti o causare problemi durante un esame RM.

- C’è un minimo rischio di reazione allergica se viene iniettato il mezzo di contrasto. Tali reazioni sono usualmente lievi e facilmente controllabili con un farmaco. In caso di reazione allergica, è sempre presente uno Specialista in Anestesia e Rianimazione per un’assistenza immediata.

- La fibrosi nefrogenica sistemica, causata da ripetute iniezione di alte dosi di mezzo di contrasto in Pazienti con funzione renale assai compromessa, è una complicanza conosciuta, ma molto rara, che può essere prevenuta valutando preliminarmente la funzionalità renale mediante dosaggio della creatininemia.

 

Quali sono i limiti della RM della mammella?

La possibilità di ottenere immagini di elevata qualità è condizionata dalla capacità della Paziente di rimanere perfettamente ferma e di mantenere l'apnea durante le sequenze di acquisizione.

Persone di costituzione robusta od obese possono non essere esaminabili con le apparecchiature ad alto campo dedicate.

La presenza di alcuni oggetti metallici intracorporei impedisce in alcuni casi di ottenere immagini di adeguata qualità.

La RM della mammella non sempre può differenziare un tumore da una patologia benigna come il fibroadenoma o da un alterazione fibrocistica. Come per ogni metodica diagnostica sono pertanto possibili anche diagnosi falsamente positive (un “falso positivo” è un esame che indica una lesione sospetta quando di fatto non è presente un tumore).

 

Sebbene non vi siano precise ragioni per credere che il feto possa subire conseguenze dall'esame RM è comunque opportuno che le donne in gravidanza non si sottopongano all'esame se non per reali necessità cliniche.

Il costo di un esame RM è superiore a quello delle altre metodiche di imaging.

 

 

Last Edit: 26/12/2012 12:52pm
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