Didascalia

 

Il tumore del seno nel nostro paese è considerato il tumore più frequente nel sesso femminile: colpisce 1 donna su 10 e rappresenta il 25 per cento di tutti i tumori di cui si ammalamo le donne (in Italia si registrano 30000 nuovi casi ogni anno). La sua incidenza è purtroppo in continuo aumento e interessa in particolare donne di età tra i 45 ed i 65 anni.

Tuttavia recentemente l'età di insorgenza si è progressivamente estesa sia alle donne più anziane, per naturale aumento dell'età media, sia, per cause imprecisate, a donne più giovani; dato inquietante è la comparsa del carcinoma della mammella in donne di età inferiore ai 30 anni.   

La diagnosi precoce è l'unica arma vincente su questa malattia.

La crescita di questo tumore può essere molto lenta ed il nodulo può rendersi evidente anche dopo molti anni; bisogna tuttavia considerare che la crescita cellulare ha andamento esponenziale.

 Lo sviluppo tecnologico ha messo a disposizione di medici e pazienti varie modalità diagnostiche non invasive per identificare precocemente il tumore: Mammografia  - Ecografia - Elastografia - Risonanza Magnetica.

Per far fronte al problema diagnostico in tutte le sue componenti è tuttavia fondamentale disporre contemporaneamente di tutte le tecnologie avanzate oltre che di professionisti in grado di utilizzarle al massimo delle potenzialità scegliendo la modalità più adatta alle esigenze del singolo paziente.

 

Qual'e il ruolo della ECOGRAFIA nello studio del tumore?

 

METODICHE DIAGNOSTICHE

La Mammografia è l’esame fondamentale nell’imaging della mammella perché è un esame di semplice e rapida esecuzione, con rapporto costo/efficacia favorevole ed ampiamente disponibile sul territorio. Inoltre la mammografia è l’unica indagine eseguibile come screening su larga scala.

Alcune lesioni mammarie e alterazioni strutturali non sono visibili o sono di difficile interpretazione sulla mammografia.

Nelle mammelle dense, dove è presente abbondante tessuto ghiandolare e poco tessuto adiposo, i noduli sono visualizzabili con difficoltà con la mammografia.

 

Ecografia, Elastografia e Risonanza Magnetica sono un valido complemento alla mammografia per individuare lesioni maligne di piccole dimensioni. 

 

- L’Ecografia ha elevata sensibilità e compensa le limitazioni della mammografia, ma è caratterizzata da specificità limitata in quanto tende ad evidenziare alterazioni strutturali che risultano di difficile interpretazione (falsi positivi).

Le limitazioni di mammografia ed ecografia, associate al senso di responsabilità dei Medici Radiologi, mirato ad evitare di perdere dei possibili tumori in fase iniziale, fa aumentare il ricorso all’Agoaspirato/Agobiopsia oppure a controlli più ravvicinati nel tempo.

Dai dati della letteratura la percentuale di agoaspirati/agobiopsie positivi per tumore varia dal 10 al 30% a seconda dei Centri.

 

- L’Elastografia documenta con elevata confidenza diagnostica la benignità delle numerose piccole alterazioni focali ipocogene visualizzabili con ecografia e grazie all’elevato valore predittivo negativo ad oggi dimostrato, può ridurre il numero di agoaspirati non necessari. E’ inoltre in grado di identificare lesioni tumorali non patognomoniche all’ecografia.

 

- La Risonanza Magnetica è più sensibile rispetto agli ultrasuoni nel rilevare il tumore alla mammell in quanto mette in evidenza la vascolarizzazione patologica del tumore. I suoi costi e la maggior complessità dell’esame ne limitano l’utilizzo. Inoltre non tutte le donne possono tollerare l’esame RM con mezzo di contrasto. Viene pertanto utilizzata nelle donne ad alto rischio di tumore, nella ricerca delle forme tumorali multifocali e nel sospetto di recidiva di malattia.

 

 

 

Last Edit: 07/05/2011 4:37pm
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